
UGO SAMBRUNI
Ho
cucito la mia anima
tecnica mista su tela cm. 102x88
«Ed
ecco che, per finirla con l’esempio di metafisica spazialità
dell’artista più inquietante dei nostri anni di crisi d’identità,
Sambruni ha chiuso i famosi “tagli” di Fontana, le lacerazioni,
le ferite inferte in una materia opaca e molle.
Ha tappato i buchi di
Fontana che si aprivano in un universo misterioso.
Ed ha cominciato a
guardarsi intorno, per ritrovare il gusto di palpare gli oggetti e di
ricalcarne la forma in una specie di rispecchiamento visivo.
Il
dipinto ciò inteso come riporto dell’esistente: tanto più vero,
sinceramente vissuto,
in quanto l’esistente è colto negli aspetti
più degradati, umili,
privi di ogni suggestione che vada oltre la
sua semplice presenza, il suo volume, il suo peso». Alberto
Longatti
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