
UGO SAMBRUNI
«Un
giorno Sambruni stanco, stordito, nauseato delle case e degli asfalti
cercò il silenzio,
la solitudine e il verde della primavera
irrompente. E aggredì la montagna che sovrasta il suo lago e la sua
città.
Quando la strada che sale alla cima gli apparve troppo lenta
e troppo comoda, egli arrancò tra sassi, radici e rovi,
su, verso
quel poggio che si offriva al sole in mezzo ai larici e agli abeti.
Giunto lassù, Sambruni comprese che non avrebbe più potuto
accettare la pianura
e la necessità dei gesti e delle parole di
tutti i giorni».
Nino Podenzani
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