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Galleria d'Arte Il Salotto via Carloni 5/c 22100 Como
COLLEZIONE 8X8
racconti, saggi filosofici, viaggi immaginari
e manuali di sopravvivenza intellettuale

Jean-Charles Vegliante
TRADURRE NON TRADIRE
con un’opera di Francesca Santoro


8 x 8 cm. - 2021
37 pp - 50 esemplari numerati,  ognuno contenente un'opera originale



Un commento:


Quali problemi affronta un traduttore nel dare nuova grafia, nuovi suoni a parole di qualcuno che si esprime in una lingua diversa? Inutile dirlo sono infiniti perché non basta una gran competenza in materia ma occorre calarsi nei panni di, scavare nella mente di, per non parlare di autori vissuti in epoche lontane, difficilmente condivisibili. Jean-Charles Vegliante di queste cose se ne intende, visto che ha tradotto Dante in francese!, scusate se è poco, e in questo saggio affronta il problema del ‟tradimento” in una traduzione: sì perché è facile cadere nella tentazione, nell’inganno. Come riuscire a trasportare significati, immagini in un’altra lingua con altre regole e costruzioni senza tradire il colore originario della parola, l’armonia di una costruzione perché ognuno di noi ha la sua voce, unica, il proprio stile, il proprio modo di esprimersi. Come riuscire a creare un testo rispondente il più possibile all’originale senza intromettersi? È come in musica, Verdi, Rossini, Wagner hanno lasciato partiture ben scritte ma ogni maestro d’orchestra riesce comunque ha ‟tradurle” secondo il proprio stile, visione, competenza, esperienza. Per non parlare dell’arte pittorica quando traduce in immagini i fenomeni della realtà. L’artista Francesca Santoro ha saputo con grande sensibilità cogliere il senso del testo di Jean-Charles Vegliante creando tante piccole opere di assoluta fragilità e bellezza. Con abili e sapienti mani, pazientemente, ha realizzato microscopici sacchetti contenenti minuscoli fiori azzurri che poi sono stati cuciti a sottilissimi fogli di carta dipinti in tutti i toni di blu e azzurro. Una rielaborazione simbolica di un dato reale che ci ricorda quella magica sensazione di sincero stupore nel ritrovamento di piccole cose.

Rosabianca Mascetti

Jean-Charles Vegliante, romano di nascita, vive a Parigi; già ordinario presso la Sorbonne Nouvelle (Paris 3), autore dell’ormai classico D’écrire la traduction (PSN, Paris 1996 - 2000), ha pubblicato le raccolte Rien commun (Belin, Paris 2000), Nel lutto della luce / Le deuil de lumière (trad. G. Raboni, Einaudi, Torino 2004), Itinerario nord (Verona 2008), Urbanités (Le Lavoir St. Martin Paris 2015), Pensiero del niente (trad. F. Piemontese, Stampa 2009, Varese 2016), Où nul ne veut se tenir (La Lettre volée, Bruxelles, 2017), distinto dall’Académie française, e Trois cahiers avec une chanson (Atelier du grand tétras, 2020). Ha tradotto La Commedia (Gallimard, 2012-14), le Canzoni di Leopardi (con il suo gruppo CIRCE, 2014), G. Pascoli, L’impensé la poésie (scelta con saggio, Mimésis 2018). E inoltre D’Annunzio, Montale, e poeti del secondo dopoguerra come Fortini, Raboni, Amelia Rosselli, Sereni, Mario Benedetti, Eugenio De Signoribus… verso l’italiano, F. Ponge, Ph. Denis, F. Muir e altri. Un’antologia della poesia italiana (con alcuni testi dialettali) esce a puntate sul sito “Recours au Poème”.

Francesca Santoro nasce a Caserta nel 1994. Dopo essersi diplomata, nel 2013, al Liceo Artististico Paolo Toschi di Parma, si iscrive, a Milano, allAccademia di Belle Arti di Brera, laureandosi in Pittura nel 2019. Vince vari premi tra cui il premio Ione Zobbi nel 2014 con lopera Olea, uninstallazione in acciaio corten e ceramica; il premio Acqua DellElba 2018 con Trasparenze e il Premio Equita 2018 con Cucirsi Insieme. Nel 2016, le viene commissionata un’opera per la collezione privata della Bellco s.r.l. Mirandola (MD) e realizza Rito della Purificazione”. A Milano le sue opere sono state esposte in Fondazione Mudima e in Fondazione Stelline, nel Museo Diocesano, nel Palazzo Isimbardi e al Grattacielo Pirelli. Con i suoi fiori ci racconta di delicatezza e di fragilità, di bellezza effimera e di meraviglia per le piccole cose. Con le sue gracili corsività intessute recupera la tradizionale arte femminile del fare lento e del ricamo, allo scopo di eliminarne i limiti fisici per offrire un orizzonte sconfinato di possibilità.

 



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