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Galleria d'Arte Il Salotto via Carloni 5/c 22100 Como Vincenzo Guarracini
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Un commento
“Abbiamo
bisogno di un occhio capace di vedere il passato al
suo posto e con le sue precise differenze dal presente, eppure
vederlo così vivo da esserci presente come il presente stesso.
Questo è l’occhio creativo…”
con
questa citazione da Il
bosco sacro di
T.S.
Eliot Vincenzo
Guarracino
ci introduce al suo saggio “L'Arco e la Lira”.
Una esortazione ad elaborare il passato per proiettarlo nel futuro.
Ma quale passato per quale futuro? Come affrontare un simile
“attraversamento” e con quali strumenti a nostra disposizione?
Forse
la risposta può giungerci dall'antico mondo greco con
i suoi eroi, i suoi miti: un mondo di immagini e suoni, di parole, di
poesia che dura nel tempo perché
fatta
di contrasti, controversa e rivelatrice, ricca
di meraviglia
e crudeltà, leggera e profonda nel contempo. Ma
è proprio
nei
contrasti che il pensiero può uscire dai tentennamenti ed
articolarsi, strutturarsi, dare corpo a figure nuove. In
un mondo dove odio e amore sono divisi da un confine ormai
impalpabile, dove ogni geometria dei rapporti sociali sembra aver
perso forma, spazzando via ogni attimo di quiete, dove
la parola sovraccaricata di significati impropri va disperdendosi
nell'etere, non ci resta che seguire l'esempio del dio Apollo e
munirci di Arco e Lira. Va da sé che l'arco presuppone fisicità e
coraggio adeguati che molti di noi non hanno, ma ciò non toglie che
le stesse capacità di visione, equilibrio e
prontezza non possano essere indirizzate anche
sulla
lira, maturando
una nuova dimensione creativa. Il
volumetto è accompagnato da una opera originale di Doriam
Battaglia
che racchiude in sé i due concetti di corporeità nel gesto
pittorico con coi riversa il colore sulla tela e dimensione poetica
con cui coniuga il pensiero creativo. | Vincenzo Guarracino, poeta, critico letterario e d’arte, traduttore, è nato nel 1948 a Ceraso (SA) e vive a Como. È autore delle raccolte poetiche Gli gnomi del verso (1979), Dieci inverni (1989) e L’Angelo e il Tempo e altri poemetti (2022). Per la saggistica, ha pubblicato Guida alla lettura di Verga (1986), Guida alla lettura di Leopardi (1987 e 1998) ed edizioni di opere di Verga e di Leopardi. In particolare, per quanto riguarda Leopardi, è autore dell’edizione dell’autografo comasco dell’Appressamento della morte (1816), del Diario del primo amore e altri scritti autobiografici (1998) e del Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani (2021). Oltre ciò, ha curato varie antologie (tra cui Caro Giacomo, Poeti e Pittori per Giacomo Leopardi, 1998, Interminati spazi sovrumani silenzi. Un infinito commento: critici, filosofi e scrittori alla ricerca dell’Infinito di Leopardi, 2001), il carteggio Leopardi-Ranieri (Addio, anima mia, 2003), il romanzo di Antonio Ranieri, Ginevra o l’orfana della Nunziata (2006), sillogi di poesie leopardiane, El infinito y otros cantos, uscite in Spagna nel 2011 e nel 2017 in Colombia. Ha curato i Lirici greci (1991), i Poeti latini (1993), i Carmi di Catullo (1986), i Versi aurei di Pitagora (1988), i Canti Spirituali di Ildegarda di Bingen (1996), il Poema sulla Natura di Parmenide (2006) e i Poeti Latini Cristiani dei primi secoli (2017). È autore di monografie su Bernardo Malacrida, Antonio Spallino e Federico Roncoroni. Per la critica d’arte, si è occupato, tra gli altri, di Luca Crippa, di Giorgio Larocchi, di Claudio Granaroli e di Mario Benedetti. Doriam Battaglia (Berbenno SO, 1949); vive e lavora in Como. È uno degli artisti che fanno riferimento alle figure internazionali che più hanno influenzato profondamente le nuove tendenze dell’arte contemporanea. A partire dagli anni Sessanta, inizia a sviluppare una personale ricerca sulle potenzialità e sul significato di fare arte, esplorando con un approccio radicale e trasversale una varietà di media e discipline, che includono design, architettura, arredamento, disegno, pittura, scultura, fotografia, performance. La sua opera mira a scardinare idee e riferimenti consolidati del mondo accademico, sia spazio/temporali, sia concettuali, ponendo lo spettatore in una condizione destabilizzante. Richiamandosi al lavoro di. artisti e intellettuali quali Samuel Beckett, John Cage, Jackson Pollock, Mark Rothko e Ludwing Wittgenstein ed alle filosofie e pratiche orientali, a lungo frequentate, Battaglia affronta tematiche complesse e universali della condizione umana e di ogni altro essere senziente, che hanno a che fare con il linguaggio, il corpo, l’informazione e la coscienza; nella sua opera ricerca, la bellezza universale nel tentativo di superare una visione puramente fenomenica della realtà e approdare alla contemplazione pura, noumenica, ove il particolare trasfigura nell'universale.
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