Archivio Attivo Arte Contemporanea
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Galleria d'Arte Il Salotto via Carloni 5/c - Como - archivio storico documentativo

CHIACCHIERE LUNATICHE
RICORDI - RIFLESSIONI - PROGETTI - RACCONTI - DOCUMENTI

 

"A VOYAGE TO CACKLOGALLINIA"

1727

di

 CAPTAIN SAMUEL BRUNT (pseud.)

(pagina a cura di Olaf - pseud.)

A Voyage to Cacklogallinia fu pubblicato a Londra, nel 1727, da autore anonimo con lo pseudonimo di "Capitan Samuel Brunt". A Voyage to Cacklogallinia è stato talvolta attribuito a Swift per le sue somiglianze con il quarto libro dei Gulliver's Travels. Talvolta anche attribuito a Defoe, A Voyage to Cacklogallinia appartiene al genere letterario dei "viaggi sulla Luna" e, mentre si rifà all'Icaro-Menippo di Luciano di Samosata (che volò sulla luna usando abbinate l'ala di un avvoltoio e l'ala di un'aquila) retrocedendo nella mitografia antica, trova affinità in quella dell'Iran dove si trova in un racconto, di Firdausi nel Shaknameh di Kavi Usan, l'espediente di legare quattro aquile al suo trono. Il motivo iraniano adottato anche negli scritti di Alessandro Magno passò solo successivamente nella letteratura europea dove le ricerche di Leonardo da Vinci sul volo degli uccelli hanno portato queste fantasie nel regno delle idee scientifiche. John Wilkins, uno dei primi membri più influenti della Royal Society, nella sua Mathematicall Magick, nel 1648, suggerì "quattro diversi modi in cui questo volo nell'aria è stato o può essere tentato". Elencò curiosamente, come secondo, "con l'aiuto dei polli". Brunt conosceva il lavoro di molti scienziati, in particolare Boyle, sulla natura e la rarefazione dell'aria e, tra l'altro, si prese anche cura di indicare la grande distanza che intercorre tra la terra e la luna con fini ragionamenti matematici permeando di modernità il suo resoconto sulla preparazione all'ascesa nella sfera della luna, cosicchè il suo carattere pseudo scientifico lo rende molto più credibile della semplice fantasia. La generazione del capitano Samuel Brunt poteva ancora deliziarsi nel fantastico; ma lui ha insistito, proiettandosi nella modernità sul fatto che la fantasia deve basarsi su ciò che è almeno scientificamente possibile, se non probabile.

Sunto liberamente tratto dalla splendida introduzione di Marjorie Nicolson del 1939 all'edizione pubblicata LA SOCIETÀ DEL TESTO FACSIMILE della COLUMBIA UNIVERSITY PRESS - NEW YORK: MCMXL


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