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"Le avventure di Telemaco figliuolo d'Ulisse"
ovvero continuazione del quarto libro della Odissea d'Omero
François: de Salignac de La Mothe Fénelon
Tradotta dal linguaggio francese nell'italiano - terza edizione
Venezia - Girolamo Savioni stampatore1729

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Le avventure di Telemaco fu scritto e pubblicato principalmente per la corte reale, in particolare per il duca di Borgogna che era il figlio del delfino di cui Fénelon era appunto tutore. Questo romanzo, espressione di morale e politica, caratterizzato dalla presenza di molteplici elementi epici, provocò inizialmente un forte senso di vergogna a corte nei confronti di Fénelon, solo per poi essere riconosciuto come il romanzo che decretò la sua fama. Il successo dell'opera è giustificato per una buona ragione: Fénelon racconta le avventure di Telemaco accompagnato da Mentore (guidato a sua volta da Minerva), con il pretesto di trasmettere un insegnamento morale e politico che all'epoca durante il regno di Luigi XIV, fu visto come una satira. Vi è quindi una critica implicita all'assolutismo di Luigi XIV e una chiara presa di posizione a favore del diritto naturale, in opposizione della legge divina. Da questo punto di vista, il lavoro di Fénelon ha avuto una profonda influenza nel porre le basi di un particolare pensiero filosofico del XVIII secolo, quello dell'Illuminismo. Pertanto, Montesquieu lo definì come il "libro divino di questo secolo" e ne fu ispirato, adottando lo stesso processo di distacco nella sua opera Lettere persiane. (fonte Wikipedia)

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(digitalizzato da Google in collaborazione con la Biblioteca Nazionale centrale di Firenze)
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