Archivio Attivo Arte Contemporanea
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La mia pittura In generale in questa fase pittorica mi sono dedicato a risolvere la michelangiolesca dicotomia "massa-spinta". Tentativo di "risolvere" con la vittoria della spinta sulla massa, al contrario della "grevità dei corpi" magnificamente "pesanti" di Michelangelo. A monte di ciò la visione platonica o neo-platonica della prigionia dell'idea-spirito nella materia. Beninteso che i riferimenti a Michelangelo sono puramente teorici e referenziali (mai potrei paragonarmi!), estendo, gonfio i corpi ai limiti delle proporzioni classiche, toccando appena il parossismo. Polsi e caviglie fini, testa piccola, rimandano ad una struttura ossea (se c'è) piccola, delicata, quindi leggera. Vorrei dare ai corpi imponenza e agilità. Questo è parossistico! Ma l'anima vince nel momento in cui esprime e realizza il proprio desiderio superando i limiti del reale. Gli ignoranti mi paragonano a Botero, non conoscendo la differenza tra barocco e rinascimento. Note su tre dipinti l) "Le Muse". Sono due quadri in continuità tematica ma singolarmente compiuti dal punto di vista estetico. 2) "Alla fine del mondo" Alla fine del mondo (mappamondo) c'è sempre una coscienza che ne stabilisce il senso (antiriduzionismo). 3) "Anima e corpo" Le capacità cognitive diventano con il "sapere" autoconsapevolezza e quindi drammatica e tragica liberazione (cielo rif. El Greco) dalla "gravità". |
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