Archivio Attivo Arte Contemporanea
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8 - 29 novembre 2025
Galleria d'Arte "Il Salotto" via Carloni 5/c - Como
"Tactus"
...sculture tattili...


opere di
Luigi Turati


Classificato dall’autore come un “romance of many dimensions”, Flatland è un curioso racconto, pubblicato anonimo da Edwin A. Abbott nel 1882, che narra di un mondo bidimensionale abitato da poligoni, capaci di riconoscersi vicendevolmente “tastandosi” i lati. L’intento dell’autore era quello di indicare una via che conducesse all’intuizione di dimensioni fisiche ulteriori alle tre euclidee. Sorridendo dell’evidente limitazione visiva degli abitanti bidimensionali di questo mondo, se da un lato riusciamo con un salto di scala ad intuire quanto può stare al di là di ciò che i nostri sensi possono cogliere nella nostra quotidianità, dall’altro siamo indotti a riconsiderare le potenzialità relazionali del tatto. Questo quinto senso, spesso e a torto considerato di inferiore importanza rispetto alla “nobiltà” dei suoi fratelli, in effetti è il più duttile e collaborativo di tutti e cinque e interviene nel fornirci miriadi di informazioni sul mondo che ci circonda. Entra in gioco in ogni situazione: dal valutare una semplice stretta di mano alla riconfigurazione mentale di un volto ritratto da uno scultore, dalla valutazione della temperatura corporea, ponendo una mano sulla fronte di un ammalato, alla percezione del battito cardiaco della persona amata. E benché la percezione tattile sia operante su tutta la superficie del nostro corpo, la mano assurge ad elemento simbolico e funzionale per ogni genere di canalizzazione della nostra identità, della nostra permeabilità nel leggere l’altro da sé e viceversa, capace di articolazione del linguaggio o di espressione armonica. Ne sono aree operative il linguaggio dei segni o la gesticolazione nel sostituire gli altri sensi o nel rafforzarne l’efficacia. Non ultimo, il tocco sfiorante della mano costituisce primo approccio della chiromanzia o della chirologia. Nell’esercizio musicale, corrisponde alla forza esercitata sulle corde o sui tasti di uno strumento come la violenza della percussione su gong e timpani o l’espressività della mano del direttore d’orchestra. Anche la danza e il mimo ne traggono utilità nel percepire, idealmente quanto fisicamente, le posture o i movimenti del corpo. L’insegnante coreografo tocca e conduce chi è alle prime armi con la danza e l’allenatore di arti marziali fa altrettanto. Solo l’esercizio spirituale vorrebbe escluderne la funzione, ma questa è un’altra storia.

Michele Caldarelli


Luigi Turati (Milano 1955) artista nel campo della ricerca figurativa espone dal 1983. Dal suo vasto curriculum, di rassegne e mostre personali con riferimento specifico alla multisensorialità ricordiamo: “Premio Braille” Bologna 1994 e Napoli 1995; rassegna “Arte come Luce” 1995; “30 Scultori operanti in Italia” tra i quali Pomodoro, Minguzzi, Bodini e Rosenthal; rassegna “Vedere con l’anima” promossa e organizzata nel 1997 dal Lions Regisole di Pavia; personale nel 2015 presso L’Istituto dei Ciechi di Milano che lo ha scelto come scultore a cui rivolgersi per l’allestimento di opere da consegnare in occasioni ufficiali. Vincitore del premio di scultura del concorso internazionale “Art Senses” Milano 2015. Di lui hanno parlato e scritto: Dimitri Plescan, Renzo Margonari, Maria Luisa Gatti Perer, Rossana Bossaglia, Alda Guarnaschelli, Daniela Palazzoli, Enzo Fabiani e Rossella Farinotti. Negli ultimi anni ha proposto alcune mostre ed eventi grazie alla collaborazione con la “Fondazione Paolina Brugnatelli” rivolgendo la sua produzione verso una nuova ricerca: la scultura tattile.


Accompagna la mostra un volumetto della collezione “8x8”: “Tempo & Tempo” di Michele Caldarelli

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