Archivio
Attivo Arte Contemporanea
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CON IL PATROCINIO DI 

Il
Monastero di Cairate,
la cui parte più antica risale all'epoca romana e le cui vestigia si
sedimentano poi attraverso i secoli, dal Medioevo
fino al Rinascimento,
si pone virtualmente come axis
mundi
con una doppia valenza simbolica. L'una spazio-temporale
fungendo da riferimento e
testimonianza fisica
allo
sviluppo antropico dell'area su cui sorge il
complesso edilizio, l'altra come luogo
di fede e riflessione speculare macro-microcosmica ricucendo
idealmente
la Terra al Cielo,
l'umano al divino.
Quale luogo poteva essere più consono ad ospitare un'ulteriore
puntata di Cosmogonie?
Una
rassegna che dal 2005 funge da elemento coesivo e di relazione alle
speculazioni più varie del rapporto vissuto e immaginato dall'Uomo
con
l'Universo.
Cosmogonie,
costantemente in via di sviluppo, con l'attuale,
annovera
già 34
tappe espositive
curate da
Michele Caldarelli
in
collaborazione con l'artista Paolo Barlusconi
autore
delle
opere
esposte.
|

Per saperne di più sul monastero di Cairate
Per l'occasione della inaugurazione della mostra
11 aprile 2026
presso il monastero di Cairate
è stato programmato un incontro interdisciplinare
CON INTERVENTI DI
|
L’argomento
del
progetto Cosmogonie
è
il Cosmo.
Un cosmo inteso
come multiverso
visto,
letto e
interpretato
mettendo a confronto le più diverse teorie che via via vengono
raccontate e spiegate in occasione di
incontri, manifestazioni e convegni a carattere interdisciplinare. L’intento programmatico del progetto, ancora una volta rinnovato nei suoi contenuti e qui al Monastero di Cairate per la sua trentaquattresima tappa espositiva, è quello di sviluppare un clima di sinergia possibile fra le arti e le scienze che non trascuri alcuna disciplina e ne favorisca ispirazione reciproca proponendo interventi di fisici, astronomi, matematici, architetti, poeti, filosofi, astrofisici, botanici... |
Laura
De Marchi
ricercatrice,
storica e consigliera nella pro loco di Cairate
"Il
monastero di Cairate - storia e sviluppi del complesso storico
archeologico"
|
Il
Monastero di Santa Maria Assunta è un antico complesso benedettino
femminile di clausura, situato a Cairate, lungo le sponde del fiume
Olona; è un gioiello storico e architettonico che vanta un passato
lungo ben 1291 anni, a far tempo dall’anno 735 d.C., data della
presunta fondazione da parte della nobildonna longobarda Manigunda,
fino alla soppressione napoleonica, avvenuta il 16 Piovoso anno VII
Repubblicano (4 febbraio 1799), cui seguì la vendita all’asta
dell’immobile ai proprietari che ne modificarono l’utilizzo in
abitativo-lavorativo. Il
sito è ricco di elementi di rilievo, sia dal punto di vista
artistico che archeologico, con reperti che testimoniano la presenza
romana sul territorio. Gli angoli più affascinanti, come il luminoso
chiostro, la raffinata stanza della musica, la chiesa più volte
modificata, gli affreschi di pregio e le atre bellezze su cui gli
occhi si possono posare, sono integrati dalle fonti archivistiche che
ne ripercorrono le vicende, dando voce alle protagoniste del
Monastero che, attraverso i manoscritti, ancor oggi permettono a noi
posteri di ricostruire le vicende che ruotavano intorno al cenobio e
la vita quotidiana delle 34 badesse e delle circa 400 monache (di cui
234 documentate con nomi e cognomi). Il
Monastero di Cairate permette di immergersi in un luogo in cui la
cultura di un tempo si interseca con quella attuale, facendo da
sfondo ad esposizioni che ne arricchiscono il valore. Laura De Marchi Attualmente Consigliera nella Pro Loco di Cairate, ha conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza, con una tesi in Storia del Diritto Medievale e Moderno dal titolo ‘Controversie in materia di acque: la situazione giuridico-amministrativa del Fiume Olona dal Seicento all’Ottocento’. Da qui la passione per la storia del diritto e per le vicende storiche del territorio che l’hanno condotta ad intraprendere studi e ricerche archivistiche. |
Luigi
Picchi
saggista,
poeta e traduttore
"Il
cielo di Dante"
In
una visione unitaria dove solo lo stupore conosce veramente e dove
poesia, astronomia e filosofia si fondono in un unico sguardo
contemplante, Dante vede nei pianeti e nelle stelle un’eloquente
epifania della gloria di Dio. La presenza delle stelle è una
costante nella produzione dantesca fin dal giovanile prosimetro Vita
nova. Sembrerebbe un’ossessione, se non fosse che per la cultura
medievale le stelle sono elementi ineludibili di un ordine generale
provvidenziale. Prendere in esame l’astronomia nella Divina
Commedia significa dunque riflettere su di un approccio particolare
di conoscenza dell’intero Cosmo da intendere come proiezione e
“abitazione” stessa del pensiero divino. (TESTO COMPLETO PROSSIMAMENTE DISPONIBILE) Luigi Picchi, nato a Como nel 1969 e laureato in Lettere Moderne presso
l’Università Cattolica di Milano, insegna al Liceo Scientifico
“Paolo Giovio” della sua città. Ha collaborato con articoli,
recensioni, saggi, traduzioni e testi creativi ad alcune riviste
(Futurismo-Oggi, Ragguaglio Librario, La Clessidra, Il Banco di
Lettura, Città di Vita, Future Shock, Il Broletto, Il Covile e
Xenia). Ha pubblicato diverse sillogi poetiche: Tempo Minore
(Edizioni Città di Vita - Firenze 1996), Antiqua Lux (Moretti &
Vitali – Bergamo 2018) e recentemente Antagonie (Moretti &Vitali
2025). Ha curato tre antologie di Letteratura latina: Amore coniugale
nell’antica Roma (2005), Ierofanie Naturali. Sacro e natura
nell’antica Roma (2008) e Il Libro delle api (2013) per le Edizioni
Medusa (Milano) pubblicando poi per Nodo Libri di Como (2018) una
monografia su Plinio il Vecchio. |
Chiara
Cattaneo
responsabile
delle attività didattiche e divulgative
dell'Osservatorio
Astronomico di Varese - Campo dei Fiori.
"Le
più belle immagini del cielo profondo"
Il
cielo stellato è l'altra metà del paesaggio che da sempre ci
affascina e da cui ci sentiamo irresistibilmente attratti.
Dall'oscurità più totale emergono oggetti celesti di straordinaria
bellezza: dal Sole ai pianeti a noi vicini, alle suggestive comete e
agli sfuggenti asteroidi, fino ad arrivare agli oggetti del cielo
profondo: stelle, nebulose, ammassi, galassie. Osservare le
profondità dello spazio ci aiuta a trovare una posizione e un senso
in questo grande Universo, e ci insegna a rispettare ed amare il
nostro piccolo puntino blu, la Terra. Chiara Cattaneo, Di
formazione umanistica, fin da ragazza ha amato l'astronomia. Nel 1991
è diventata socia della Società Astronomica G.V.Schiaparelli. Oggi
è responsabile delle attività didattiche e divulgative
dell'Osservatorio Astronomico di Varese - Campo dei Fiori. |
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Per conoscere i contenuti, la storia e il percorso di "Cosmogonie"
leggetene il racconto oppure
consultatene l'indice generale
Per le immagini delle opere © Paolo Barlusconi