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Denis
Diderot (1713-1784), filosofo, enciclopedista e scrittore francese,
fu uno dei massimi rappresentanti dell’Illuminismo. Promosse e
pubblico l’Enciclopédie, alla cui stesura collaborò anche
Jean d’Alembert. Diderot vide nell’opera una battaglia politica e
culturale e la sostenne pressoché da solo dopo la defezione di
d’Alembert. La pubblicazione dell’Encyclopédie durerà un
quindicennio, richiedendo un lavoro continuo e infaticabile. Allo
scopo di contrastare il Dictionnaire de Trévoux dei Gesuiti e
di promuovere la diffusione delle idee illuministe Diderot fece
ricorso sia ad autori allora già noti, come Buffon, Condillac,
Helvetius, Montesquieu, Rousseau, Voltaire, sia a intellettuali meno
noti. Caratteristica dell’Encyclopédie fu l’interesse per
le innovazioni scientifiche e tecniche. Benché essa fosse diretta a
un pubblico ampio, il progetto fu finanziato da persone colte,
ecclesiastici, nobili e parlamentari. Quest’opera di vasto respiro
intendeva riunire le conoscenze acquisite dall’umanità e nello
stesso tempo mirava a una critica dei fanatismi religiosi e politici
e a un’apologia della ragione e della libertà di pensiero. Il
volume esposto, il quinto delle Planches, comprende le tavole
dedicate all’astronomia, che d’Alembert definì “l’applicazione
più sublime e certa della geometria e della meccanica congiunte”,
e illustra le varie teorie dell’universo, numerosi fenomeni
astronomici, metodi di misurazione e strumenti di osservazione.
Appartiene alla prima edizione italiana dell’opera, stampata a
Lucca in 17 volumi di testo e 11 di tavole. Promotore dell’iniziativa
editoriale fu il nobile intellettuale Ottaviano Diodati: il testo
dell’Encyclopédie corrisponde a quello originale, ma le
tavole furono realizzate da incisori lucchesi. Il successo dell’opera
fu tale che, mentre a Lucca ne era ancora in corso la stampa, anche a
Livorno si diede inizio alla pubblicazione di un’ulteriore
edizione. |
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