Archivio Attivo Arte Contemporanea
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COSMOGONIE
il grande mistero dell'Universo esplorato da
PAOLO BARLUSCONI
appendice bibliografica
Il cielo stellato sopra di noi
Immagini e misure del cosmo dalle collezioni antiche della Biblioteca Berio.
Genova -  Biblioteca Civica Berio
mostra virtuale
PROGETTO E IDEAZIONE GRAFICA A CURA DI MICHELE CALDARELLI


Hyginus - Poeticon astronomicon - Venezia, Erhard Ratdolt, 1482
























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I quattro libri del Poeticon astronomicon, dedicati alle costellazioni, furono scoperti in Sicilia solo nel Quattrocento e venduti all’umanista Poggio Bracciolini. È la prima edizione a stampa, con 46 incisioni di Michael Wohlgemut, maestro di Dürer. Si tratta di uno dei primi tentativi di illustrare un libro scientifico sfruttando le potenzialità della silografia. Come nei manoscritti e come sarà per tutto il Rinascimento, la rappresentazione delle costellazioni non ha rigore scientifico, ma prevalgono preoccupazioni estetiche e astrologiche, tanto che si cerca di far coincidere la posizione delle stelle con il disegno di un particolare anatomico della figura mitologica che le comprende i segni zodiacali qui riprodotti, con alcune particolarità che non furono riproposte nelle edizioni successive, fecero da modello per gli “Arazzi dei mesi Trivulzio”, oggi conservati al Museo del Castello Sforzesco, e per gli affreschi, attribuiti a Cesare Cesariano, di palazzo Landriani a Milano, sede dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere. L’opera è considerata uno strumento indispensabile per la conoscenza dell’antica mitologia e per la ricostruzione di opere greche andate perdute. Il primo libro è dedicato alla
geografia astronomica, il secondo contiene le leggende sulle costellazioni, il terzo tratta delle loro posizioni e del numero delle stelle che le compongono, il quarto indaga i rapporti tra il moto dei diversi corpi celesti. L’attribuzione dell’opera è controversa e le notizie sull’autore sono incerte. Gli scrittori individuati con il nome di Igino sono infatti probabilmente due. Caio Giulio Igino, detto il bibliotecario, visse a cavallo dell’anno zero, fu portato schiavo a Roma da Cesare e, affrancato da Augusto, divenne bibliotecario della Biblioteca palatina. Compose opere di varia erudizione, dalla storia all’agronomia, andate tutte perdute. Rimangono invece, sotto il nome di un Igino, probabilmente vissuto qualche decennio più tardi, un manuale di mitologia e, appunto, il Poeticon astronomicon.



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Cosmogonie è una iniziativa in atto dal 2005, per conoscerne la storia e il percorso

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