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GIOCHI DI ALFONSO
Una avventura in progress in omaggio ad Alfonso X di Castiglia detto el Sabio... con una appendice dedicata al Re di Serendippo.

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e Stefano Misesti
https://misesti.weebly.com/
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E... se volete giocare con noi, su Tabletopia grazie alla collaborazione tecnica di Mattia Zanfrini
trovate ora uno dei nostri giochi
2nel S(c)acco - King for Two
https://tabletopia.com/playground/2xscacco-zfebd5/play-now

una nuova, avvincente e colorata variante del millenario Gioco degli Scacchi.
Grazie all'uso di una coppia di Dadi, e alla duplicazione di tutti i pezzi, si possono giocare partite veloci, con continui colpi di scena
fino alla cattura finale dei due Re avversari. E... a breve sarà disponibile anche una variante con le tessere del Domino.

GIOCHI DI ALFONSO
Una avventura in progress in omaggio ad Alfonso X di Castiglia detto el Sabio... con una appendice dedicata al Re di Serendippo.

All'insegna del doppio, come in “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò” di Lewis Carroll, il caso vuole che ormai diversi giochi, inventati, nelle regole, da Luigi Viazzo si stiano concretizzato in immagini grazie alla collaborazione entusiasta di Stefano Misesti, ampliando diversi giochi da tavolo tradizionali e sviluppandoli per n-dimensioni... 
Giocando in tre a progettar giochi e a testarli (io che scrivo questa introduzione sono Michele Caldarelli, il terzo del gruppo) partiti dal semplice sdoppiamento degli schieramenti del gioco degli scacchi, per proseguire coi possibili incontri con carte, pedine, dadi, tarocchi... per un totale di infinite varianti, ci stiamo proprio divertendo pescando a piene mani nel regno del possibile e della stravaganza.
Quasi quotidianamente, grazie agli strumenti attuali di comunicazione, chattiamo fra Como, dove risediamo io e Luigi, e Taiwan, dove Stefano risiede ormai da anni con la sua famiglia.  
Forse anche Lewis Carroll ci si divertirebbe a sazietà giocando con noi partecipando a questa salutare alternanza di regola e caso. 
Questi giochi sono frutto di una neo-ibridazione, figlia di invenzione quanto di eredità culturale, e caratterizzati da complesse strategie quanto inaspettate aleatorietà. Vorrei a questo proposito, citandone il concetto di “Alegria” che sintetizzava in un termine l'importanza della esperienza ludica esposta in una vera e propria enciclopedia dei giochi, ricordare il monumentale saggio sui giochi da tavolo (il primo della cultura occidentale) del Rey Alfonso (X di Castiglia detto el Sabio) che nel XIII secolo prestò pari attenzione ai giochi intellettuali come gli scacchi e a quelli aleatori, rappresentati per eccellenza dai dadi (alea, appunto) o “misti” come il backgammon. 
A lui dedichiamo la nostra avventura, semiseria, osservando come lo spirito delle argomentazioni del Rey in questo “Libro de los Juegos” andasse di pari passo con il clima culturale del suo tempo, quando le discipline Astronomia e Astrologia non erano ancora disgiunte. Alfonso aveva fatto tradurre i principali studi arabi di astronomia e fatto compilare le Tavole Alfonsine (appunto) di fondamentale utilità nelle osservazioni astronomiche e che sarebbero state in uso, indiscusse, fino all'epoca di Keplero. Ma è pur vero che fu anche l'autore di uno dei più famosi lapidari il “Libro de Astromagia” che combina con intento protoscientifico i dettami dell'Astrologia con quelli della Magia Talismanica, un vero e proprio Grimorio.
“Naturale è negli uomini la brama di conoscere il futuro” asseriva Alfonso già nell'ultima delle “Siete partidas” del “Libro de los Juegos”... non era il primo ad asserirlo e non sarebbe stato nemmeno l'ultimo per lungo tempo. Di qui si sarebbero ulteriormente sviluppate le discipline previsionali che trovano curiosa origine anche nell' ”Arte della guerra” del generale cinese Sun Tzu” il più antico manuale che si conosca in merito (V secolo A,C.), utile, come sosteneva l'autore, sia in battaglia che nel gioco.
Ampliando il campo di indagine storico letteraria, vorrei ulteriormente sottolineare, come in vario modo, tutti gli esempi di scienza e “manualistica” predittiva (ancora una volta attingo alla cultura cinese) trovino lontana paternità nel famosissimo “I Ching”, sono il “Pleasant jeu du Dodecaedron” (ideato e dedicato a Carlo V re di Francia dal grande poeta Jean de Meun) e l'italiano “Libro delle Sorti” di Lorenzo Spirito (poeta e militare umbro) ideato per la famiglia Braccio da Montone nel 1482 (Biblioteca Marciana codice it. IX, 87).
Entrambi questi libri fanno uso del lancio di dadi (un dodecaedro in quello di Meun) combinato con la consultazione di complicate e sovrabbondati tavole di riferimento astrologiche per il diletto di cavaleri e dame di corte.
Ancora al giorno d'oggi le velleità previsionali non si sono estinte pur nella loro evidenza  falsante, anche se condotte con scientificità statistica, come testimonia la frequente fallacità degli exit poll o la profilazione utenti di Google. Pare che in eterno, prevedibilità e casualtà debbano fronteggiarsi continuamente, e asserirei in modo salutare, rendendo infine omaggio al Re di Seredippo (l'odierno Sri Lanka - già Ceylon -nel racconto di Cristoforo Armeno) padre putativo di tutta l'attuale filmografia intrisa, appunto, di Serendipity. 
Serendippo potrebbe essere a buon diritto testimone ed eponimo di questi giochi. Nel racconto di questo autore del XVI secolo (forse pseudonimo del più famoso Straparola), “Peregrinaggio di tre giovani figlioli del Re di Serendippo” sono riunite una serie di novelle concatenate e contenute in una novella cornice secondo uno sviluppo narrativo che vede a confronto il superamento strategico delle “prove” che via via si presentano con l'andamento del destino. Un clima narrativo che ha ispirato anche Voltaire e in tempi più recenti Borges ma non solo...
Il primo gioco è già ai nastri di partenza e verrà pubblicato nel 2020, altri ne seguiranno in formato da tavolo e, perchè no, da giocare in rete... tanto per complicare le cose e... naturalmente aumentare le possibilità di divertimento.
Ah, dimenticavo, Luigi si chiama (secondo nome) Alfonso, come mio padre e, vista la doppia eredità storica oltre che onomastica, poiché il nome è piaciuto anche a Stefano, lo abbiamo adottato.

Michele Caldarelli


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