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Le voci della terra
"pitture, sculture e fotografie
dell'Australia aborigena"

una collezione privata

a cura di:
Gabrielle Pizzi
testi di
Gabrielle Pizzi
Luca Patocchi
Edizioni Fondazione
Galleria Gottardo
Lugano 1994
91 pp. 22x24 cm.
ill. b/n e col.
lingua: ital/ingl
.
ISBN 88-86455-01-1










Nel 1971 a Papunya, in Australia, veniva costituito dai pittori aborigeni dei deserti centrali, il Movimento pittorico del deserto, che costituì strumento efficace per far conoscere al mondo occidentale la loro arte e comunicare i valori della loro cultura, esistente da 50 mila anni. Un'arte, poco conosciuta in Europa, che l'ha vista protagonista di un'interessante mostra, curata da Gabrielle Pizzi, e presentata dalla Galleria Gottardo di Lugano dal 20 settembre al 20 ottobre 1994. L'arte degli artisti aborigeni è molto cambiata nel tempo, soprattutto negli ultimi decenni, spingendoli a sperimentare, non più solo la tradizionale pittura su corteccia con colori naturali, ma anche altri media, tela e colori acrilici. Nel tempo hanno raggiunto un'alta qualità pittorica che li ha fatti apprezzare da musei e collezionisti di tutto il mondo, ma soprattutto hanno fatto conoscere la realtà del popolo aborigeno, quali i diritti territoriali, l'assistenza sociale, le istituzioni e il loro ruolo futuro all'interno della società asutraliana. La cultura aborigena è, di fatto, la più antica cultura vivente e le sue espressioni artistiche contemporanee offrono una viva testimonianza della sua vitalità e continuità. E' una cultura più orale che scritta, da qui il titolo dato alla mostra "Le voci della terra" che ha sottolineato come da sempre questo popolo comunichi le proprie leggi e i propri valori attraverso un intricato ciclo di canti e simboli disegnati sul terreno, sul corpo umano e su oggetti cerimoniali. "Si tratta usualmente di figure astratte; - spiega nel suo intervento in catalogo la curatrice Gabrielle Pizzi - un'iconografia complessa ed elegante nelle sue forme circolari o semicircolari; meandri di linee ed orme che raffigurano i miti della creazione e le forze che misero ordine nel caos, modellando il mondo aborigeno in tutte le sue forme spirituali e topografiche. E' un sistema esoterico i cui significati più reconditi restano sacrosanti e vengono trasmessi da una generazione all'altra, garantendo la perpetuità di questa cultura". Completano il catalogo una selezione di composizioni fotografiche che evidenziano lo stretto legame esistente tra passato e presente, non solo come testimonianza del nomadismo della popolazione aborigena attraverso il continente australiano, ma anche dello sviluppo della rappresentazione di una cultura millenaria e delle sue nuove tecniche espressive. (R.M.C.)

L'indirizzo della Fondazione Galleria Gottardo in Internet http://www.gottardo.ch


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