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Antonio Villani

VENTO DI PONENTE
poesie

introduzione di:
Vincenzo Guarracino
collana diretta da:
Viviana Kohen
Edizioni Nuove Scritture
Abbiategrasso 2003
74 pp. 13 x 20 cm.

"Asincrono al mio tempo", si definisce il poeta in limine alla sua opera: come Sisifo, "dannato a ingenti travagli" come un titano incatenato, ma non rassegnato, alla rupe del dovere, alla fatica di un vivere sempre in credito. (...) Antonio Villani vive nella coscienza di un disagio, che è tipico di ogni anima sensibile: vive la consapevolezza di una sproporzione e al tempo stesso la determinazione a giocarsi le sue risorse (di presenza, di esistenza, di persistenza) nel theatrum dell'esperienza quotidiana di sè, quali che ne siano effetti ed acquisti. "Non ho scelto il secolo mio / lo vivo tuttavia". Ecco, è in questo tuttavia che si sente la misura dell'uomo e del poeta: nel tono perentorio eppure dimesso con cui rivendica ciò che gli è proprio, nella fierezza cerimoniosa e insieme discreta dell'opposizione.
L'uomo, Antonio Villani, è così, come il poeta: forte di certezze temprate al calor bianco della vita; appagato dalla calda intimità della poesia come pharmakon e balsamo a ogni ferita ed ingiustizia, eppure intimamente inquieto ed agitato, posseduto com'è dall'ansia di un più autentico "commercio" leopardiano di sentimenti, più che di parole. Un uomo, insomma, mitemente révolté, ma senza la vanagloria dei propri meriti e dei propri mezzi: uno che si cava dai precordi il proprio io più gelosamente custodito ("lo subisco / senza molto contraddire") per proclamare il diritto ad essere nella scrittura, nella polimorfa varietà di emozioni e registri, comportata da stagioni e cose diverse dell'esperienza di un'intera vita. Una dichiarazione di poetica, dunque queste Quasi Sisifo, alle soglie della silloge: una dimostrazione di ciò che i versi vogliono e sanno dare nello svolgersi di testi che abbracciano davvero un'esistenza, nell'arco di oltre un quarantennio, sullo scenario mosso e variegato che va dal mare antico di miti e archetipi di un'ardente giovinezza (Porto Badisco) alle lacustri malinconie di una maturità disincantata ma non priva di sogni e presagi (Viale Geno). E' entro questi estremi che va letto e descritta l'avventura di parole di Antonio: come un ideale percorso di stupori e incanti, di colloqui con le occasione della vita ma più ancora con se stesso esposto a una solitudine essenziale, sotto l'occhio di una natura ora complice e materna, ora fredda e distaccatga. (...)
Vincenzo Guarracino

Antonio Villani è nato a Specchia, in provincia di Lecce, nella cosiddetta "Grecia salentina" nel 1935, "trapiantato per avventura in Lombardia" fin dal 1958 e laureatosi in filosofia, ha insegnato in una scuola superiore di Como, dove vive. Suoi testi sono apparsi in diverse antologie.



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