Archivio Attivo Arte Contemporanea http://www.caldarelli.it

 

Leone Minassian

a cura di:
Antonio Romagnolo
Edizioni Electa
Milano 2000

270 pp.26x29 cm
ill. b/n e col.


 

 

 

 

 

 

 

Questa monografia sull'opera pittorica di Leone Minassian (Istanbul 1905-Venezia 1978) a cura di Antonio Romagnolo è stata pubblicata, per volontà di Minassian stesso, a oltre vent'anni dalla sua scomparsa. Artista di origine armena, ma veneziano di adozione, sviluppa un percorso artistico attraverso più di 1000 opere con insolita coerenza, iniziando dai ritratti degli anni giovanili, improntati a un forte realismo e ispirati perlopiù all'ambito familiare e culturale della sua città, alle nature morte che gli consentiranno di sviluppare un linguaggio molto personale che si tradurrà in poetica nei paesaggi del Polesine, nella vedute di Venezia e della laguna. Negli anni Trenta le nature morte, che rimangono comunque il genere preferito da Minassian, da realiste si fanno sempre più misteriose, si trasformano per far posto a un sottile simbolismo in forme inquietanti di una realtà quasi visionaria, fatta di emozioni e colori vivi. Dal 1945 in poi questo processo di dissoluzione delle forme reali culmina definitivamente nell'astrattismo. Leone Minassian fu uno schivo e solitario, figura enigmatica e particolare nel paesaggio artistico del Novecento italiano. Pur essendo sempre stato molto attento ai percorsi degli artisti suoi contemporanei, la sua prolifica attività di critico ne è una conferma, rifiutò di aderire ai movimenti artistici del suo tempo e forse anche questo suo atteggiamento spiega l'assoluta originalità del suo lavoro. (R.M.)


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