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Il ritrovo degli artisti
Breve storia per immagini
della collezione
Peggy Guggenheiò

a cura di:
Karole Vail
Luca Patocchi
testi di:
Thomas Krens
Luca Patocchi
Philip Rylands
Karole Vail
Edizione Fondazione
Galleria Gottardo
CH - Lugano 2001
159 pp. 18x25 cm.
ISBN 88-86455-18-6
lingua: italiano/inglese

www.gottardo.com

La Galleria del Gottardo di Lugano, ha avviato nel 2000 un programma di collaborazione con la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, responsabile della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Come primo appuntamento è stata presentata nel settembre ottobre 2001 una mostra fotografica, cui fa riferimento il catalogo, che ha ripercorso per immagini la storia della collezione di Peggy Guggenheim che proprio cinquant'anni prima, nel 1951, aprì al pubblico la sua casa-museo veneziana a Palazzo Venier dei Leoni. Curata da Karole Vail, nipote di Peggy e curatrice del Solomon R. Guggenheim Museum e da Luca Patocchi, della Galleria Gottardo, la mostra ha voluto rendere omaggio a Peggy Guggenheim, attraverso sessanta fotografie scattate da grandi maestri e amici, come Berenice Abbott, Gisèle Freund, André Kertész, Roloff Beny, Man Ray. In questo modo si è anche voluto presentare, e ricreare per immagini, il clima culturale e la cerchia di artisti con i quali Peggy aveva stretto legami di amicizia o aveva appoggiato, acquistando le loro opere o facendoli esporre nelle sue gallerie di Londra, New York e Venezia. Un sottile legame unì sempre Peggy Guggenheim all'Europa, alla Svizzera interna, da dove nel 1848 partì il nonno Meyer Guggenheim per cercare fortuna negli Stati Uniti, poi Parigi dove sposò nel 1923 il primo marito Laurence Vail, Londra, teatro del suo amore con Beckett, dove creò nel 1937 la prima galleria la Guggenheim Jeune, poi Marsiglia, l'incontro con Max Ernst, la fuga in America con il gruppo dei surrealisti nel 1941. Dopo gli anni di New York e i successi della galleria Art of This Century, Peggy Guggenheim decise di ritornare in Europa e scelse Venezia dove radunò nell'antico palazzo sul canale la sua straordinaria collezione. Ma il Palazzo era anche un ritrovo di artisti, scrittori, un luogo unico, un salotto culturale, una fucina di talenti, ora vivo solo attraverso queste fotografie che in mostra sono state corredate anche da alcuni oggetti cari a Peggy - i famosi occhiali di Melcarth, gli orecchini creati da Calder e Tanguy, i Libri d'oro dove amici e visitatori tracciavano messaggi e disegni - e da alcune opere della collezione di cui amava circondarsi nella vita di tutti i giorni. (R.M.)


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