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Mauro Germani

Luce del volto

Campanotto Editore Poesia
Pasian del Prato (UD) 2002
144 pp. 12 x 17 cm.
Prefazione di:
Filippo Ravizza
Postfazione di:
Mario Marchisio
ISBN 88-456-0440-3

 

(...) La scrittura di Mauro Germani disegna l'andamento netto e preciso di una prosa poetica di dolcezza e forza telluriche nella loro quasi insostenibile profondità emotiva. C'è ovunque l'impegno ribadito e costante di ritrovare la strada, ripercorrere il ricordo dell'oltre, di quell'eternità che si rinnova al nostro finaco tentando di decifrare l'amnesia più antica, ripercorrere la verità che sta sotto o a lato del passaggio cinico e indifferente del tempo. (...) Il libro di Mauro Germani è allora la sicura, lineare conferma di un'autentica poesia, di una personalità assolutamente originale e quindi realmente autonoma all'interno della poesia italiana di questi decenni. La stessa lettura comparata, dalle composizioni più antiche già conosciute e passate al vaglio della critica e quelle più recenti, risulta essere un crescendo all'interno di una Weltanschaung compatta e coerente; variano negli anni le tematiche ma cresce e si approfondisce armonicamente la visione di una parola poetica - da Germani tradotta caratteristicamente nei termini della prosa e spesso dell'aforisma sapeinzale - che non si arrende, che "scava a ritroso" fino ai bordi dell'enigma, fino a gettare veri e propri fasci di luce sull'origine del linguaggio e sul mistero dell'essere. (Dalla prefazione di Filippo Ravizza)

(...) Luce del volto ovvero dell'enigma della parola poetica alla ricerca della grazia, dal guscio vuoto di una soggettività brancolante e dispersa al dono che l'Assoluto fa di se stesso, consegnandosi alla prigione di un microcosmo sofferente e votato al martirio che restituisce la vera vita. Mauro Germani appartiene alla non folta schiera dei poeti in prosa, il cui maestro ineguagliato rimane il Novalis della seconda stesura degli Inni alla Notte. Ma il diretto antecedente del nostro autore, specie riguardo alla riflessione inesausta sul linguaggio, è con ogni probabilità quell'Edmond Jabés che in occasione di un'intervista ebbe modo di dichiarare: "per uno scrittore, ogni parola scritta nasconde un'altra parola del tutto inafferrabile ma incessantemente differita e infinitamente più essenziale. Verso questa parola egli tende". Anche in Germani, questo protendersi a un orizzonte semantico in continua fuga da una verità cui non è possibile rinunciare va inquadrato nel contesto che gli è proprio, ossia in una dimensione religiosa e non puramente simbolica, né tanto meno emotiva o estetizzante. (Dalla postfazione di Mario Marchisio)

Mauro Germani è nato a Milano nel 1954 ed è laureato in Filosofia. Ha fatto parte della redazione di "Schema" e nel 1988 ha fondato la rivista di scrittura, pensiero e poesia "Margo", che ha diretto fino al 1992. Tra i numeri pubblicati, un fascicolo monografico dedicato alla figura e all'opera di Dino Buzzati.
Ha pubblicato Racconti segreti (1985), L'ultimo sguardo (1995) e il romanzo Il prescelto (Alberto Perdisa Editore, 2001), inoltre è presente nel volume collettivo di aforismi Sette salti (Ellin Selae, 2002). Nel 1998 ha partecipato alla rassegna "Poesia a Milano" organizzata dalla Triennale di Milano. Suoi testi di narrativa, poesia e critica sono apparsi su varie riviste letterarie, tra le quali "La Corte", "Anterem", "Scarto minimo", "Bloc Notes", "Atelier", "Induna", "La clessidra", "Capoverso".



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