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Galleria d'Arte Il Salotto via Carloni 5/c - Como - archivio storico documentativo

CHIACCHIERE LUNATICHE
RICORDI - RIFLESSIONI - PROGETTI - RACCONTI - DOCUMENTI

 

OPERAZIONE IPPOGRIFO

 di

FRANCO SALGHETTI DRIOLI


Tutte le cose che si perdono sulla Terra finiscono sulla Luna e così Astolfo andò sulla Luna a cavallo dell’ippogrifo per recuperare l’intelletto del paladino Orlando. E lo trovò. Così testimonia l’Ariosto nel suo “Orlando furioso”.

Sant’Antonio da Padova prudentemente, qualche secolo prima dell’Ariosto, si era dedicato solamente all’oggettistica calcolando che le probabilità di ritrovamento di un oggetto smarrito erano alte. (N.D.R. - Illo tempore, Nonna Francesca, quando perdeva qualcosa recitava “Sant’Antoni da la barba bianca, famm truà quel che me manca” e miracolosamente la richiesta funzionava!) Salvando così la faccia. Ma lui era un santo e come tale era ben spalleggiato.

Dell’autorevole testimonianza dell’Ariosto non posso dubitare, ma la cosa non mi conforta perché dopo migliaia di anni che la infestiamo, la Luna non può che essere diventata un’immonda discarica. Tanto che lo spazio sulla sua superficie si deve essere esaurito, e che abbiamo cominciato ad infestare la Terra, e che gli oceani sono ormai pieni di plastica, di mozziconi di sigaretta, di telefonini e di obsolete generazioni di computer e, infine, che mangiando i pesci rischiamo di inghiottire tappi di dentifrici o, peggio ancora, frammenti di plastica così come pure le tartarughe e i pescecani.

Avvalendosi di un moderno ippogrifo, in tempi non troppo lontani, due “astronauti” sputando fuoco calarono dolcemente sulla Luna e si sgranchirono le gambe. “Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità” e piantarono la bandiera, naturalmente americana, sul suolo lunare. Sarà ancora là che sventola in eterno benché sulla Luna, come è noto, non ci sia vento? Non si sa. E il paesaggio lunare attorno a loro è ingombro di plastica e altri detriti? Niente affatto: tutto sembra lindo come il giorno del big bang. Ma forse la cosa si spiega. L’immondezzaio è sulla faccia scura della Luna. Ammesso che ci siano state delle circumnavigazioni della Luna, non fu però possibile appurare nulla: le torce in dote agli astronauti erano troppo fiacche per illuminare la notte lunare immersa nel buio assoluto. Tuttavia pare che quel buonanima di Astolfo, piazzato in posizione strategica, all’arrivo di un carico di monnezza proveniente dalla Terra, si sbracci come un vigile urbano ordinando “Dietro! dietro! Dietro!”

Si incontrarono un giorno del Rinascimento Lorenzo il Magnifico e Ludovico Ariosto con Astolfo a braccetto. Il primo disse: “di doman non v’è certezza… ma - proseguì ammiccando con aria d’intesa - di oggi sì perbacco” e, cambiando argomento, aggiunse “lo sai che il nostro amico Cristoforo ha passato le Colonne d’Ercole attraversato l’oceano e ha scoperto, fra altre cose, che la Terra è rotonda?”. “Mavalà!” fecero in coro l’Ariosto e il Magnifico. E Astolfo: “Volete che faccia un salto sulla Luna a cercare i vostri intelletti?”. “Taci tu che sei una controfigura!”, sbottò seccato l’Ariosto. Infatti, come è noto, l’originale è occupato sulla Luna. “Che sciocchezze!” mormorò Leonardo che passava da quelle parti con quel suo famoso sorriso da giocondo.

Tutto ciò e altro ancora per dire che la monnezza impera e che comunque fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio.



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