Archivio Attivo Arte Contemporanea
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Galleria d'Arte Il Salotto via Carloni 5/c - Como - archivio storico documentativo

CHIACCHIERE LUNATICHE
RICORDI - RIFLESSIONI - PROGETTI - RACCONTI - DOCUMENTI

 

"RINASCITA SULLA LUNA "

 2018 ed. Montag

 di

VINICIO DOLFI
(Pistoia 1966)



(Autopresentazione di Vinicio Dolfi)

Ecco, io sono sempre stato appassionato di astronomia e di scienza in generale. Sono un uomo semplice, quello che anche Asimov nei suoi racconti definiva "l'uomo della strada". Ho cominciato a lavorare molto presto per un mix di questioni economiche e problemi di altro tipo. Ho fatto l'operaio per sette anni e da 28 anni sono titolare di una cartolibreria che ho diretto e dirigo con grande passione; è un lavoro che ho scelto proprio per restare in contatto con il mondo della cultura. Non sono quindi diventato uno "scienziato", come sognavo da ragazzino. Con la scienza ho quindi fatto un'altra cosa. Non potendo occuparmene professionalmente, l'ho usata come "divertimento" a cui dedicarmi nel tempo libero. La scienza è stata il mio hobby. Ho divorato libri e riviste scientifiche con grande avidità. E, oltre ad assimilare le letture, ho svolto attività di "collezionismo". Ho collezionato notizie scientifiche come chi colleziona francobolli. L'ho fatto annotando le notizie scientifiche che più mi interessavano; e le ho elaborate scrivendoci sopra. Ho cominciato a scrivere così, annotando e scrivendo riflessioni sui fatti che mi interessavano; non solo sulla scienza, ma anche sulla storia, sulla politica e sulla letteratura collegata alla scienza. L'interesse per la fantascienza si è sviluppato in me come conseguenza dell'interesse per la scienza. La molla è stata l'introspezione visiva: ho sempre immaginato di trovarmi su altri mondi, di ammirare i panorami di altri pianeti; e quindi ho letto romanzi e racconti di fantascienza per "aiutare" questo viaggio mentale su altri mondi. Non tutte le opere di fantascienza sono adatte a questo scopo; ma, comunque, mi sono accorto di essere interessato alla trama dei romazi di fantascienza anche quando non descrivevano visivamente gli altri mondi. Spesso mi sono accorto che, per viaggiare con la mente in un altro mondo, sono più utili i dati scientifici che non la letteratura fantastica. Forse perchè ognuno di noi elabora la propria immaginazione in modo diverso e quindi non è sempre facile adattarsi ai gusti visivi di un autore. Partendo dai dati reali si può costruire un'immagine mentale così come un pittore crea un quadro osservando la natura. Comunque, leggere fantascienza mi ha fatto capire come impostare una storia e descriverla. La fantascienza è molto utile per imparare a scrivere perchè è un metagenere: spazia su tutto e può contenere tutto, dal fantasy al giallo, dal rosa, alla politica, alla scienza, alla storia. La fantascienza ti permette di scrivere includendo tutti i generi in uno solo e offre quindi ampia libertà di creazione.

Ispirazione:

L'aspirazione a scrivere un romanzo di fantascienza mi è venuta da questo desiderio di viaggiare, di esplorare, di andare su altri pianeti. Non potendo andarci di persona (perchè non ho fatto l'astronauta) l'ho fatto con la fantasia. E, quindi, per mio puro divertimento. Così è stato in particolare per il primo libro che ho scritto, "Viaggio nell'Empireo", senza il quale non sarei riuscito a scrivere "Rinascita sulla Luna". Per molti aspetti, "Rinascita sulla Luna" deriva direttamente da questo mio lungo testo precedente, rispetto al quale è 4 volte più corto. Ho scritto "Viaggio nell'Empireo", rimasto inedito, spinto dalla volontà di fare un viaggio attraverso l'Universo e di descrivere quello che si vede durante il percorso: per questo è così lungo. Per la trama e i personaggi, mi sono ispirato a tre romanzi classici di avventura: uno è "Ventimila leghe sotto i mari" di Jules Verne, un' altro è il "Moby Dick" di Hermann Melville e l'altro è "Viaggi di Gulliver" di Jonathan Swift. Questi tre romanzi hanno molto in comune e i personaggi principali di tutti e tre, Nemo, Achab e Gulliver sono molto simili tra loro. Tutti sono molto solitari, hanno problemi con il mondo, si estraniano da esso e si trovano a fare viaggi avventurosi in un mondo alieno. Quindi ho fuso questi tre personaggi in uno solo, il capitano Aliquis, il quale intraprende un viaggio al di fuori dal mondo, con il quale è in rotta di collisione. Questo romanzo è rimasto in un cassetto. Sette anni dopo, in seguito alla notizia di una nuova scoperta che riguardava la Luna, mi è venuta l'idea di un'altra storia da ambientare lassù, sul nostro unico satellite naturale. Per farlo ho attinto dal romanzo inedito (alcuni personaggi sono gli stessi) e da alcune mie letture; in particolare, due romazi di Isaac Asimov: "Fondazione e Terra" e, soprattutto, "Neanche gli dei". Il primo, che in realtà mi è servito anche per il primo romanzo, mi è stato utile per descrivere i viaggi nello spazio da un pianeta all'altro e da una stella all'altra; il secondo per descrivere i paesaggi lunari. Entrambi mi hanno suggerito come impostare i dialoghi. Asimov è speciale, un vero maestro, perchè lui, oltre ad essere stato uno scrittore di fantascienza, era anche uno scienziato, era un chimico. Per questo sapeva unire il razionalismo alla fantasia. E' leggendo Asimov che ho imparato a costruire i dialoghi. Lo spirito che informa "Rinascita sulla Luna" l'ho attinto alla filosofia cosmista di origine russa, che non conoscevo all'epoca in cui scrissi "Viaggio nell' Empireo", anche se pure in quell'opera certi temi cosmisti sono riconoscibili; infatti mi sono reso conto di condividere certi pensieri ancora prima di conoscere la filosofia che li esprimeva. Ho conosciuto il pensiero cosmista per caso, sentendolo nominare di sfuggita al telegiornale e ho deciso di approfondirlo.
L' ho potuto fare solo attraverso la rete perchè in Italia non esistevano fino a poco tempo fa pubblicazioni sul cosmismo. Soltanto nel Giugno del 2017 è stato pubblicato in Italia il libro di uno studioso americano, George Young, "I cosmisti russi", edito da Tre Editori (che non ho trovato ancora il tempo di leggere). Ma mancano ancora in Italia le traduzioni degli autori cosmisti originali. Si tratta di una corrente di pensiero eterogenea, che ha dato vita a diversi filoni in ogni campo culturale, dalla religione alla scienza, dalla filosofia alla politica, fno anche alle pseudoscienze, perchè alcuni suoi aspetti sono molto fantastici, molto visionari. Tuttavia, nonostante appunto questi suoi lati "mistici" (più apparenti che reali, visto che la fantasia, anche la più bizzarra, è comunque presente in ogni disciplina) è stata una corrente straordinariamente creatrice, visto che da essa, da questa filosofia, si è originata perfino l'astronautica. Basti pensare che lo scienziato russo Kostantin Ciolkosvkji, il fondatore della cosmonautica in quanto fu lui a trattare in modo scientifico, per primo, il problema del volo spaziale, ebbe, da adolescente, come suo precettore, il bibliotecario russo Nikolaj Fedorov, cioè il filosofo che è considerato il fondatore del pensiero cosmista. E forse fu proprio Fedorov a spingere il giovane Ciolkosvkji sulla strada che lo avrebbe portato a progettare i primi razzi a combustibile liquido e le prime astronavi, anche se non ci sono prove che ne abbiano parlato. Questo perchè l'esplorazione dello spazio e, ancora di più, l'espansione dell'uomo nell'Universo, è un punto fondamentale del pensiero cosmista. L'idea centrale del cosmismo è il concetto di "evoluzione attiva", o "evoluzione autodiretta" della specie umana. Vale a dire che, se per ora l'uomo è stato un "oggetto" passivo dell'evoluzione della natura al pari degli altri animali e degli oggetti inanimati, adesso, per mezzo della scienza e della tecnica, diventa possibile per l'uomo diventare soggetto "attivo", cioè farsi promotore, lui stesso, dell'evoluzione, sia propria, che del resto dell'Universo. Per Fedorov gli uomini, tutti gli uomini, si dovevano unire in un' "opera comune" per sconfiggere le malattie e la morte, per eliminare ogni sofferenza sia nell'umanità che oltre l'umanità stessa; l'obiettivo è regolare l'Universo, perfezionandolo e sconfiggendo i suoi lati negativi. Per fare ciò è ovviamente necessario conquistare l'Universo e quindi, per quanto possa sembrare strano, l'astronautica, che è nata appunto in Russia, è stata creata a questo fine, visto che tutti i principali scienziati russi sono stati profondamente influenzati da questa filosofia, sia direttamente che indirettamente, a cominciare appunto da Ciolkosvkji; ma ancora oggi c'è chi dice che il cosmismo sia fortemente presente all'interno dell'agenzia spaziale russa. E sono questi, appunto, gli aspetti del cosmismo che mi hanno suggestionato: da un lato, migliorare, anzi, trasformare la società umana in senso ugualitario, vale a dire portare la felicità a tutti, e, insieme a questo, navigare nell'Universo....sono due cose che nel pensiero cosmista sono indissolubili. E sono cose che anch'io, nel mio intimo, ho sempre sentito. Il bello della vita, infatti, è ammirare la bellezza dell'Universo e, nello stesso tempo, indagare i suoi misteri; da qui nasce la curiosità di esplorarlo. Però, è ben triste sapere che ci sono delle persone che non possono godere di questa bellezza perchè oppresse da troppi problemi. Bisogna quindi risolvere questi problemi, affinchè ogni uomo, tutti gli esseri umani, possano godere della bellezza dell'Universo, come diceva Lorenzo Il Magnifico. A me pare un pensiero opposto all'attuale fatalismo che domina da tanto tempo la cultura mondiale, fatalismo che a mio avviso è anche all'origine dell'attuale crisi del mondo.

Come è nato il libro:

Dalle riflessioni sulla crisi del mondo, dal cosmismo e dalle nuove scoperte che riguardano la Luna, mi è venuta l'idea di questo libro.

La crisi umana:

Oggi pare di essere di fronte ad una crisi devastante del mondo attuale; crisi che investe tutto, l'economia, la società, la politica, la cultura, l'ambiente naturale. Il cambiamento climatico è sempre più evidente. Di fronte a noi abbiamo un possibile esito catastrofico della nostra civiltà; esito di cui si è parlato più volte (uno degli ultimi a parlarne, poco prima di morire, fu il celebre fisico Stephen Hakwing) ma di fronte al quale sembra che non si faccia granchè; il recente movimento Friday for Future è nato proprio per questo. Immagino, nel libro, che si arrivi alla catastrofe estrema, all'autoannientamento dell'umanità e alla fine di ogni forma di vita sulla Terra. Ovviamente spero che ciò non accada nella realtà ma questo mi serve per far rinascere l'umanità su un altro mondo, un altro mondo dove i superstiti costruiranno una società diversa che poi si irradierà nel Cosmo trasformando creativamente l'Universo stesso secondo i principi, appunto, del cosmismo. Questo approccio mi consente di riflettere sulla storia dell'umanità, per riflettere sui motivi del suo fallimento e sul perchè dell'attuale, purtroppo reale, crisi umana. Ho deciso di privilegiare, in questa riflessione, la storia delle filosofie che nelle varie epoche hanno cercato di spiegare la struttura dell'Universo e il posto dell'uomo in esso; perchè penso che il modo in cui l'uomo considera l'Universo sia rivelatore, sia un riflesso di come è organizzata la stessa società umana. Io credo che non ci siano dubbi sul fatto che l'attuale situazione ambientale e sociale sia una conseguenza dell'atteggiamento "predatorio" che oggi domina l'uomo, predatorio sia verso la natura che verso se stesso. Questa concezione non è sempre stata uguale, ma si è espressa in vari modi nelle diverse epoche e nelle diverse civiltà, pur mantenendo il filo comune di una mentalità "padronale" di alcuni uomini sugli altri e sulla natura. Questo problema c'è sempre stato e tale mentalità si è riflessa, a mio avviso, anche nel modo in cui è organizzata la scienza. Come ha scritto Manuela Di Dio nella recensione sul mio libro pubblicata su Globalscience, rivista online dell'Agenzia Spaziale Italiana, il 28 Maggio 2018, il mio libro costituisce un pretesto per una incursione nella storia dell'astronomia e delle concezioni dell'Universo dall'antichità ad oggi; parlo delle filosofie, delle scienze e delle utopie che si sono succedute che, come ha scritto Manuela Di Dio, sono state tanto consistenti quanto incapaci di fornire risposte e soluzioni esistenziali ad una umanità incapace di salvaguardarsi. Questo perchè, in tutta la storia umana, il potere è sempre stato sostanzialmente in mano di pochi che lo hanno usato a proprio esclusivo vantaggio, piegando ai propri egoistici fini qualsiasi filosofia e qualsiasi scienza. In linea con il pensiero cosmista sostengo che è l'egoismo la principale causa della crisi del mondo e del pericolo di estinzione che stiamo correndo.

Una nuova società sulla Luna:

E, sempre in linea con il cosmismo, affermo che la soluzione sta nel collettivismo. Un collettivismo "attivo" in cui ognuno di noi si unisce agli altri e contribuisce alla felicità di tutti. Come ha scritto Manuela Di Dio, "gli individui che raggiunsero la Luna capirono di essere parte di un tutto organico e lottarono per la coesione e la felicità". Adopero quindi la Luna come "mondo alternativo" dove un gruppo di supertstiti, fuggiti dalla Terra ormai moribonda, riesce a crearsi un nuovo ambiente vitale e fonda una nuova società con fondamenti opposti a quella che è esistita sulla Terra. Per far questo, prendo spunto da un rivoluzionario russo di inizio Novecento, Aleksandr Bogdanov, che, influenzato dal cosmismo scrisse nel 1908 un romanzo di fantascienza, "Stella Rossa", nel quale immaginava una società ugualitaria su Marte. (Romanzo che pure non ho letto, ma di cui ho avuto ampie descrizioni. E' stato ristampato di recente dalla casa editrice Alcatraz). Tuttavia, un altro punto di riferimento importante per me è stato un altro libro che invece ho letto: "I reietti dell'altro pianeta" della scrittrice americana Ursula Le Guin, scomparsa lo scorso anno. Grande scrittrice di fantascienza utopica, la Le Guin immagina due pianeti di un altro sistema solare che sono ognuno la luna dell'altro, Urras e Anarres. Su Anarres un gruppo di rivoluzionari fuggitivi ha creato una specie di comunismo anarchico che ha permesso loro di colonizzare un pianeta arido e semi-ostile. Urras è invece il pianeta del capitalismo e la storia parla della dialettica tra questi due mondi. Io ho preso un pò dell'uno e dell'altro di questi due romanzi per descrivere, sulla Luna, una società dove non ci sono condizionamenti nello scegliere il proprio percorso formativo e il proprio lavoro, dove cioè vige la più assoluta libertà; ma proprio per questo ognuno conosce le connessioni che lo legano agli altri e a tutto l'insieme. Ognuno contribuisce al'Insieme per quello che è capace di fare e riceve in base ai suoi bisogni. Immagino ovviamente una società altamente tecnologica ma allo stesso tempo autogestita, dove tutti hanno coscienza del funzionamento dell'Insieme e tendono a conservarlo. Immagino che questo porti i Lunariti a grandi traguardi sul piano scientifco e che arrivino a espandersi nell'Universo fino a realizzare le finalità del cosmismo.

Perchè la Luna:

L'idea di usare la Luna, il corpo celeste più vicino e ovviamente molto importante per noi come mondo alternativo, come sede di utopie, meta di viaggi fantastici, il, si è affacciata molte volte nella storia. E' un fatto naturale, visto che è dalla Luna che si è originato il concetto della pluralità dei mondi; furono gli antichi greci, nel VI secolo avanti Cristo, per quello che sappiamo, a ipotizzare per primi che la Luna fosse un altro mondo come la Terra. E se c'era un altro mondo, ce ne potevano essere anche altri. Il concetto di pluralità dei mondi è molto importante perchè, se si immaginano altri mondi, è possibile immginare che siano diversi dal nostro. Si possono ipotizzare altre forme di vita, altre civiltà, altri usi, alri costumi, altre società. Il concetto di "Utopia", così importante nella nostra storia, non sarebbe stato possibile senza immaginare altri e diversi mondi. Se ci sono altri mondi che si basano su regole diverse, se i loro abitanti hanno una società diversa, ecco che è possibile immaginare un mondo diverso anche qui, sulla Terra. Sarebbe stato possibile elaborare progetti di cambiamento del nostro mondo se non si fosse ipotizzata la possibilità dell'esistenza di mondi diversi? Forse si, ma in misura molto più lenta. Ed è probabilmente per questo che l'idea della pluralità dei mondi è stata, nella storia, molto contrastata.
Essa nacque nell'antica Grecia in seguito alla nascita della scienza e della filosofia, contemporanenamente al fiorire della prima forma di democrazia, la polis. E' emblematico che le concezioni di Aristotele, il cui pensiero negava l'esistenza di altri mondi, si siano affermate contemporanemente alla crisi delle poleis e al conseguetnte deperimento della democrazia antica.
Successivamente, la pluralità dei mondi fu dogmaticamente e decisamente negata per quasi duemila anni. Si riaffacciò in seguito alle scoperte moderne, al Rinascimento, alla rivoluzione scientifica, che precedettero di poco le rivoluzioni democratico-borghesi. Da allora la pluralità dei mondi non è più in discussione, anche se ovviamente non sappiamo ancora se nell'Universo esistono altri esseri intelligenti. Quello che però mi sembra subentrata è una concezione "passiva" dell'uomo nei confronti dell'Universo. Contrariamente alle apparenze, non mi sembra che ci sia un reale interesse oggi, da parte dell'uomo, o comunque dei governi, a esplorare a fondo lo spazio. Se osserviamo la storia dell'astronautica, ci rendiamo conto che dopo un veloce exploit iniziale, vale a dire dal primo satellite artificiale fino al primo sbarco umano sulla Luna, tutto si è rallentato. Oggi celebriamo i 50 anni dallo sbarco sulla Luna. Ma, appena prima di quello sbarco, il celeberrimo film "2001 Odissea nello spazio" immaginava l'esistenza di una base stabile sulla Luna appunto nell'anno 2001. Oggi dal 2001 sono passati 18 anni e di tale base non c'è traccia; anzi, nessun uomo ha più rimesso piede sulla Luna dal Dicembre 1972. Abbiamo la Stazione Spaziale Internazionale, ma essa, oltre a ospitare non più di sei-sette persone, dipende dai rifornimenti terrestri. Non ci sono le grandi stazioni spaziali autosufficienti, abitate addirittura da centinaia di persone, che erano state progettate già prima dell'inizio dell'era spaziale. E anche i mezzi per accedere allo spazio sono ancora, dopo più di sessnta'anni, gli stessi. Vale a dire, grandi razzi a perdere, a stadi multipli, che costituiscono un grande spreco di risorse. Non ci sono ancora i mezzi aereo-spaziali completamente recuperabili, anche questi già progettati prima dell'inizio dell'era spaziale (ricordo i lavori in questo senso del fisico tedesco Eugen Sanger, uno dei primi a studiare anche la possibilità del volo interstellare).
Soltanto adesso in Inghilterra si sta costruendo un mezzo simile, lo Skylon, che dovrebbe volare tra pochi anni. E' lecito interrogarsi sul perchè di questo "rallentamento". Credo sia evidente che, dopo lo slancio iniziale, forse anche eccessivamente accelerato, dovuto alla gara spaziale tra le due superpotenze dell'epoca, gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, l'interesse politico per lo spazio sia scemato; mentre l'interesse economico non c'è mai stato perchè, almeno fino ad oggi, dall'esplorazione spaziale non è possibile trarre profitti ecomonici privati di qualche consistenza. Oggi sembra che un rinnovato interesse, anche se moderato, ci sia; ma bisogna vedere se i problemi mondiali attuali permetteranno il dispiegarsi delle attività spaziali, delle quali ci sarebbe comunque bisogno, a mio avviso.

L'ambiente dei Lunariti: i lavatube:

Io ho deciso di scrivere questo libro dopo aver saputo di una nuova scoperta che potrebbe rendere più facile creare insediamenti abitati sulla Luna. Ciò è avvenuto nella Primavera del 2017, quando ho saputo della scoperta, fatta dalla sonda della NASA Grail, ora non più operativa, dei tunnel di lava nel sottosuolo lunare, i cosiddetti "lavatube". Si tratta di strutture create dalla lava nel primo periodo della storia lunare, tra i 4,1 e i 3,8 miliardi di anni fa, quando la Luna era ancora vulcanicamente attiva a causa del Grande Bombardamento Tardivo, una vera e propria sassaiola che sconvolse il nostro giovane Sistema Solare e di cui sulla Luna, a differenza che sulla Terra, ci sono ancora le tracce. I tubi di lava sono creati appunto dalla lava, dai flussi di lava. Si formano quando la parte esterna, "il tetto", si raffredda, mentre la lava sotto continua a scorrere. Quando il flusso di lava si esaurisce, il tubo rimane vuoto. Sulla Terra i tunnel di lava sono presenti alle Hawaii, sull'Etna, nell'isola di Reunion e in Australia. Ma sulla Luna, a causa della bassa gravità, sono molto più grandi. I più grandi possono arrivare ad una larghezza di 5 chilometri e un altezza quasi di altrettanto. E possono raggiungere lunghezze di centinaia di chilometri. Ecco quindi che, rispetto a quanto avviene sulla superficie lunare, offrono un ambiente protetto. La superficie lunare è esposta senza protezione alcuna ai raggi cosmici e alle radiazioni solari, che sono così forti da erodere le rocce. Ci sono forti escursioni termiche tra il giorno e la notte: si passa da 120-130 gradi di giorno a 150 gradi sotto zero di notte. C'è anche un continuo flusso di micrometeoriti e non esiste protezione alcuna contro la caduta di meteoriti di qualsiasi dimensione, nemmeno i più piccoli. Dentro i tunnel di lava non c'è niente di tutto questo. Offrono un ambiente protetto dalle radiazioni e dalle meteoriti, anche di quelle di dimensioni ragguardevoli. Non vi sono sbalzi termici; la temperatura vi si mantiene costante; sembra sui 20 gradi sotto zero. Essendo ambienti chiusi, possono, teoricamente, essere sigillati e pressurizzati. E anche illuminati e riscaldati con taluni accorgimenti. Sono stati fatti alcuni progetti in questo senso, in particolare dalla Purdue University, nello stato americano dell'Indiana. La Luna, il sottosuolo lunare, è quindi, anche se a costo di sforzi enormi, di un lavoro enorme, potenzialmente abitabile; "terraformabile" come si dice con un termine inventato nel XX secolo. Contemporaneamente, altre missioni hanno anche scoperto che la Luna contiene, nel sottosuolo e nei crateri in ombra situati nelle zone polari, più acqua di quello che si pensava in precedenza. La Luna torna quindi ad essere interessante, sia per la scienza che per la fantascienza.




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