Archivio Attivo Arte Contemporanea
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Galleria d'Arte Il Salotto via Carloni 5/c 22100 Como
ARBORES ET HERBĘ

mostra tematica interdisciplinare
12 giugno - 15 luglio 2004

 

Vanni Viviani
Piccola mischia pseudovegetale - 1983
tecnica mista su tela - cm. 31 x 31


The Big Apple

Viviani conta sempre, ovviamente, sull'intelligenza e la complicità dello spettatore, per rendere credibili le apparizioni: ed è tramite la meraviglia, la capacità di stupirsi e dunque di cogliere empateticamente, negli accadimenti surreali dell'imbandita allegoria teatrale, la presenza di un regista che ancora sa dissolversi nell'opera e identificarsi nell'evento simulato muovendosi dietro le quinte del palcoscenico ove, tra le belle invenzioni e le stupefacenti fantasie magiche, si recita tuttavia la commedia umana. Il pomo in definitiva, è la chiave di volta dell'immaginario di Viviani, la sua cifra figurale distintiva, 1'ideogramma universale che gli consente di attraversare liberamente i confini dei codici e dei linguaggi, dei generi e dei periodi artistici. Il pomo galeotto è testimone e complice di scorrerie e diporti nei territori rarefatti di una cultura segnatamente visiva. Tra il pomo e il contesto figurale sia un brano evocato dal repertorio alto della storia dell'arte sia una presenza comune o un aspetto della vita quotidiana si innesca un gioco di scambi e di integrazioni basati sui meccanismi associativi e analogici, che complicano i percorsi di lettura dell'immagine e maliziosamente intrigano lo sguardo con la seduzione delle forme eleganti e sensuali e l'ambiguità dei significati. Voglio ricordare che l'ingresso della mela nell'iconografia di Viviani avviene sullo scorcio degli anni Sessanta, in clima diffusamente pop. L'artista già praticava il metalinguaggio, in un ambito figurale ispirato alla civiltà rurale padana, dalla quale provenivano il grano e gli altri oggetti. Viviani ha saputo creare situazioni illusive affascinanti con un'abilità registica e una stravaganza tali da instaurare, sulla scena, un adeguato clima di leggerezza. Ossia quel sovrano sorriso che, attributo divino, nel caso di un artista, si traduce nella virtù di tenere 1'immagine felicemente in bilico tra 1'intuizione poetica della visione e l'elaborazione critica del gioco intellettuale.

Nicola Micieli

Dall'antologia critica in The Big Apple
mostra personale di Vanni Viviani
al J.F. Kennedy Airport di New York - 1996

Vanni Viviani - note biografiche

Vanni Viviani nasce a San Giacomo Segnate Mantova nel 1937, piccolo centro agricolo nella grande pianura padana. Nel 1940 si trasferisce con la famiglia a Bolzano, qui inizia l'attività artistica con la sua prima mostra personale. Dal 1963 opera a Parma partecipando attivamente alle avanguardie emilio-lombarde ove si segnala tra i giovani protagonisti di corrente sul simbolo per la sua inconfondibile personalità. E di questo periodo il ciclo di opere con spighe di grano direttamente applicate ed emergenti dai piani. La "Mela" successivamente diviene il suo "personaggio" denso di significazioni. La "Mela" di Viviani è diventata un caso della pittura italiana degli ultimi anni. ..così apriva un suo articolo Luigi Carluccio in occasione di una mostra dell'artista. Nel 1968 si trasferisce a Milano in via Brera, 16. Nel 1978 la commissione per la promozione dei valori breriani gli attribuisce 1'Ordine Internazionale Braidense in riconoscimento alla intensa ed appassionata attività d'artista nel paese e nel quartiere di Brera. Numerosissime le sue mostre ed i riconoscimenti in Italia ed all'Estero. Le sue opere sono collocate in gallerie e musei delle maggiori città europee: Parigi, Londra, Bruxelles, Monaco, Colonia, Bonn, Amsterdam, L'Aia. Ma la sua prediletta meta di esperienze e di confronto sono i paesi latini del sudamerica dove in un rapporto costante si ripropone in una lunga serie di esposizioni personali in Ecuador, Perù, Colombia, Argentina, Venezuela ed in Brasile, dove dedica una intera mostra alla rivisitazione delle architetture fantastiche dell'architetto ed amico Oscar Nyemeier creatore di Brasilia, una felice frequentazione che successivamente lo vedrà approdare al Museo D'Arte Contemporanea di San Paolo. Nel 1987 è invitato ad Adelaide, cuore culturale dell'Australia, a presentare il ciclo di opere ispirate al cenacolo leonardesco The Banquet of Stone , nel contempo tiene una serie di incontri e dibattiti per illustrare il significato dei contenuti simbolici della sua opera agli allievi degli istituti e delle accademie artistiche australiane. Nel 1988 Viviani lascia il vecchio quartiere bohemien di Brera a Milano, per tornare al suo paese natale, San Giacomo delle Segnate (Mantova). Cà di pom è la sua casa e nel contempo un centro ideale aperto a tutto ciò che può generare cultura. Nel 1995 Alitalia per L'Arte nell'ambito di far conoscere le più significative espressioni dell'arte contemporanea italiana, lo invita a presentare nei propri spazi presso l'aeroporto J.F. Kennedy di New York, una selezione antologica della sua opera riferita alla sua "Mitica Mela" presentata nella city della Grande Mela, al raggiungimento di un trentennio nel quale l'artista ha profuso la sua più intima poesia a questo straordinario ed inesauribile simbolo.

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